Giotto
Confessione di una donna resuscitata
"Il beato Francesco risuscitò questa signora morta, la quale dopo aver fatta alla presenza di chierici e di altri, la confessione di un peccato che non aveva ancora confessato, di nuovo morta si addormentò nel Signore e il diavolo fuggi confuso".
Anche qui è rappresentato l’interno di una camera suddivisa da colonne sottili, la struttura della cena non è simmetrica come la precedente.
Nel mezzo della camera è posto un letto, al capo del letto stanno alcune donne e dei bambini, ai piedi del letto c’è un gruppo di chierici. I primi due chierici portano la cotta e uno di loro una grossa candela, rappresentazione molto simile a quella degli affreschi della morte di Francesco e del passaggio a San Damiano, si tratta dunque delle esequie.
Tutto ciò serve da sfondo alla scena centrale: una donna si è sollevata sul letto e confessa i suoi peccati a un sacerdote; il peccato, sotto forma di un diavoletto alato, prende il largo volando sopra le teste dei due personaggi centrali.
L’angelo della morte, che si libra al di sopra della scena, è pronto ad accogliere la morente e a portarla in cielo.
Nell’angolo superiore sinistro San Francesco è inginocchiato davanti a Gesù in atto di fervida preghiera: la grazia che egli ha implorato gli è stata concessa.
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